Spazzolino elettrico: conviene realmente?

Pochi sanno che il primo spazzolino elettrico fu il Broxodent, un modello ideato dalla Squibb a vantaggio di chi avendo un handicap trovava estremamente complicato procedere alle operazioni di pulizia dei denti. Era il 1954 e a distanza di sei anni la General Motors gli affiancò un dispositivo che divenne presto molto popolare tra i consumatori.
Nel nostro Paese la prima diffusione di massa dello spazzolino elettrico si ebbe negli ultimi decenni del passato secolo, distinta dall’avvio di una discussione tra i consumatori e gli specialisti di igiene orale sulla sua superiorità rispetto allo spazzolino tradizionale.
Una discussione che è proseguita e che prosegue ancora oggi. Andiamo dunque a tirare le somme, al fine di cercare di capire se realmente lo spazzolino elettrico può convenire, rendendo il suo acquisto un vero e proprio investimento.

Meglio lo spazzolino elettrico o quello tradizionale?

Gli spazzolini elettrici attualmente presenti sono ancora oggi oggetto di una sorta di leggenda metropolitana, in base alla quale sarebbero in grado di provocare elettroshock. Va però sottolineato che le due categorie in cui si suddividono, oscillante-rotante e a tecnologia sonica non sono oggetto di incidenti in tal senso.
I detrattori affermano poi che proprio la velocità di rotazione elettrica delle spatole sia infine in grado di provocare danni alle gengive. Al limite del complottismo, poi, l’ipotesi portata avanti da alcuni, secondo i quali gli spazzolini elettrici condurrebbero infine al deposito di metalli pesanti nel cavo orale. Si tratta però di parto della fantasia e nulla di più.
Molto più seria è invece la discussione relativa alla superiorità del modello elettrico rispetto a quello convenzionale. A tal proposito occorrerebbe ricordare come un report del 2009, varato dal Cochrane Oral Health Group, ha dimostrato che ove usato correttamente, il primo possa condurre ad una riduzione della placca superiore dell’11% rispetto a quella prodotta dallo spazzolino tradizionale. Cui deve aggiungersi una riduzione del 6% in più per la gengivite e del 17% in più per il sanguinamento delle gengive.
Dati che però riguardano solo i dispositivi a tecnologia oscillante-rotante e non quelli a pulsazione sonica, che pur garantendo stessi risultati in termini di gengivite e sanguinamento gengivale, producono prestazioni inferiori in termini di rimozione della placca.

Una questione di prezzo?

Solitamente a frenare i consumatori dall’acquistare spazzolini elettrici è il prezzo, che può raggiungere anche i 200 euro, contro un massimo di circa 5 che può essere raggiunto dai modelli tradizionali. Proprio per questo motivo sarebbe consigliabile cercare di indagare a fondo sulle prerogative dei primi, magari consultando un sito come guidaspazzolinoelettrico.it, ove sono presenti approfondimenti in grado di fornire informazioni attendibili ed esaustive sulla materia.

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